Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipi Suspend isse ultrices hendrerit nunc vitae vel a sodales. Ac lectus vel risus suscipit venenatis.

Cerca

Box Firenze: Azienda Agricola Mario Agostinelli

“Dalla terra alla tavola” annuncia orgoglioso Mario Agostinelli, titolare dell’omonima azienda che nel Valdarno coltiva e cresce come figli circa 460.000 piante di fagiolo, peraltro non di un tipo qualunque. Si tratta del fagiolo zolfino, un legume di grande pregio, dal particolare colore che tende al giallo pallido. Mario puntualizza che è estremamente semplice riconoscere quando si cucina l’autentico fagiolo zolfino: infatti in pentola l’acqua portata ad ebollizione si presenta trasparente ed è caratterizzata da un gusto dolciastro. Arriviamo in questa distesa a perdita d’occhio di piccole piante, un vasto orto che fa subito pensare quanto l’instancabile impegno e la lunga esperienza siano necessari per ottenere un risultato simile. Il terreno si presenta perfettamente arato, le piante si trovano nelle condizioni ottimali per la loro crescita, i piccoli fagioli che stanno spuntando appaiono già in buona salute.

La storia del fagiolo zolfino torna indietro di tanti anni, quando una colonna dell’esercito alleato di stanza nel Valdarno durante la campagna d’Italia consumava questo prodotto acquistato in Argentina, dove secondo alcune fonti autorevoli venne portato da alcuni migranti italiani, che lo coltivarono nei vasti terreni che il nuovo mondo offriva. Questi fagioli dalla caratteristica forma tonda e piccola hanno successivamente rischiato poi di scomparire dal panorama dell’agroalimentare italiano fino a quando, alla fine degli anni ottanta, ne è stata rivalorizzata la produzione, riscoprendone la consistenza cremosa, l’alta digeribilità e l’eccezionale tenuta della cottura. La passione del suo “tutore”, di chi se ne prende cura proprio come un figlio, come nel caso di Mario, fa il resto. In effetti, il patrimonio di questi terreni risiede nella pulizia del campo e del suo mantenimento, un piacere per la vista e, come ribadisce Mario, un piacere a tavola.