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Box Firenze: Pastificio artigiano Fabbri

Sospingiamo la porta d’ingresso del Pastificio e ci ritroviamo in un’atmosfera meravigliosamente arcaica, dove abbondano cimeli legati al mondo della pasta, come trafile in bronzo, macine in pietra, torchi in legno pregiato risalenti alla fine dell’Ottocento. Oltrepassiamo la soglia che ci separa dal regno della produzione, dove ci conduce Giovanni, un pastaio generoso delle proprie conoscenze nonchè un efficace comunicatore di cosa significa produrre pasta artigianale nella nostra contemporaneità: dall’attenta selezione dei grani alla molinatura secondo i canoni della tradizione italiana, dalla cottura mediante macchinari antichi fino all’essiccazione della pasta in apposite celle. Quest’ultima fase è quella a cui viene dedicata particolare importanza, che si evince da come Giovanni accarezza gli spaghetti lasciati riposare per circa cinque giorni, proprio come se fossero delle sue creature, indicandoci quanto siano omogenee e uniformi, segno di una lavorazione lenta a temperature ridotte.

C’è stato bisogno di tutta l’abnegazione possibile per poter mantenere in piedi la tradizione, che perdura da oltre un secolo, superando numerosi inconvenienti, come quello del padre che a causa del freddo rientrò dal fronte russo senza più le dita dei piedi, che gli furono amputate. Nel 1959, in pieno boom economico, la famiglia Fabbri riprese la propria avventura imprenditoriale trasferendosi in uno stabile proprio dall’altra parte della piazza centrale di Strada in Chianti, impiegando tutta l’energia necessaria per restare fedeli alla propria linea artigianale, nonostante l’imminente industrializzazione che caratterizzava tutti i settori economici. Giovanni ci mostra un documento del 1928 che racconta della prima mostra nazionale del grano, un evento che aveva lo scopo di presentare tutti i tipi di grani d’Italia, un passo fondamentale per quella che fu “la battaglia del grano”, una grande opportunità di coordinare conoscenze e tecniche di lavorazione diverse. Il pastificio si porta con sè una lunga storia ma l’ingegno è ancora intatto, come quello di voler riproporre la linea di pasta dei “dischi volanti”, in onore di un aneddoto che varca i limiti della leggenda. Allo stadio Franchi, durante la partita Fiorentina-Pistoiese del 1955, venne segnalato per la prima volta in Italia un avvistamento di Ufo da una moltitudine di persone, che generò uno scalpore mediatico senza precedenti. Il tipo di pasta in questione si presenta proprio come una forma di disco volante, che gioca con la storia del nostro Paese, le cui radici si rintracciano anche nel tramandare delle verità e, talvolta, anche vere e proprie leggende radicate nelle nostre comunità, come quella del Pastificio artigianale Fabbri.