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Box Pistoia: Associazione “Il Ghiareto”

Può una terra di emigrazione, peraltro appesantita dalle condizioni drammatiche del secondo dopoguerra, ritornare ad essere florida grazie alla determinazione e all’organizzazione collettiva di una comunità? E’ il caso della Svizzera Pesciatina, così chiamata per la similitudine con i paesaggi montani del paese elvetico. Un gruppo di autoctoni, alla fine degli anni novanta, ha dato vita ad un’associazione Onlus che si è posta come obiettivo quella di promuovere questa specialità non solo in Italia, ma anche in Europa. Infatti, in tempi recenti è partita una delegazione per Bruxelles al fine di richiedere la certificazione di prodotto Igp, tornando a mani piene, mentre nel 2015 è stata chiamata a presentare il fagiolo di Sorana all’Expo di Milano.

Osservando la vallata con le dieci castella, ci rendiamo conto di trovarci in un luogo molto particolare, dove certe dinamiche moderne influenzano molto poco la vita quotidiana e i tempi sono piacevolmente compassati. Visitiamo la Pieve di Castelvecchio e saliamo ancora più su fino a potersi godere il panorama di Aramo. Prendiamo la strada per l’altro versante, sulla cui sommità si erge Vellano, la capitale della Svizzera pesciatina. Poi scendiamo giù al borgo di Sorana, per ascoltare storie umane che riescono a coinvolgerci ancora di più. Come quella di Rita, i cui genitori si trasferirono dopo la guerra negli Stati Uniti. Nata e cresciuta a New York, durante una vacanza d’estate partì per l’Italia con il desiderio di conoscere il paese natio dei genitori. Si innamorò subito di questi luoghi, decidendo in seguito di trasferirsi qua e di dedicarsi alla coltivazione del fagiolo di Sorana, una tradizione millenaria che stava pian piano perdendosi. Ha aderito con convinzione all’associazione ed oggi contribuisce a promuovere questo prodotto dal colore bianco e dalla forma leggermente allungata, che si presenta come un ottimo contorno per accompagnare piatti dai sapori delicati.

Roberto, il presidente dell’associazione, ci porta nel labirinto delle piantagioni dei fagioli. Le piante si elevano ben al di sopra delle nostre teste, facendo spuntare già i primi baccelli, che verranno poi essiccati e selezionati a mano uno ad uno. “Nessuno era più disposto a lavorare la terra per guadagnare pochi soldi”, ci racconta mentre guardiamo in direzione di Sorana, a qualche centinaia di metri di distanza, “ma poi siamo stati in grado di fare squadra, mettere insieme le forze e proporci come un’unica realtà produttiva”. Ancora una volta, recuperare le radici, come nella storia di Rita, così come quella di tutta la comunità della Svizzera Pesciatina, significa aprire le porte al mondo e riportare in vita ciò che prima sembrava andare inesorabilmente perduto.